Scripturae di testi, versi & writings

L'atto di scrivere è un atto di verità. E' il mondo interiore e testuale dove si riscoprono impreviste corrispondenze, nella lotta con il tempo e il silenzio. La parola sulla carta trova il suo volto e la sua voce.

Myself beyond
the Time

Utente: dzizza
Nome: Davide Zizza
Un viaggiatore nell'introspettiva. Una riflessione invisibile, una parola istantanea e meditata al tempo stesso, silenzio e voce in un passaggio di respiro. Un soffio di ruah racchiuso nel suo segno grafico. Infinitesimo geroglifico, sillaba e suono di un alfabeto umano

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My mind meditates, softly thrown in the music of

:::: Franco BATTIATO ::::

:::: G. ALLEVI ::::

:::: NOUR Ensemble ::::

:::: MILLADOIRO ::::

On Air

......coming soon ;-)

Existence

Le lingue descrivono il mio ambito di interesse. Ma in realtà devo dire che il mio interesse è la parola in tutte le lingue (almeno quelle che conosco e imparo a conoscere); la parola nella sua metamorfosi, nella sua profondità, nel suo segno, nella sua voce e nella sua musica. E la parola è testo, e il testo è infinito in tutte le sue interpretazioni (quelle plausibili ovviamente!) e in quell'intimo link che collega uno scritto ad un altro senza che questi abbiano stretta relazione di richiamo reciproco.
La verità risiede nel fondo e la si può raggiungere solo se si discende e si trascende.
La conoscenza è libera, per questo non ha proprietari!

Respiro Interiore

Mediterraneo è il respiro dell'aria salina che porta il sapore del mare all'alba quando il giorno ancora non è spuntato col suo occhio. Mediterraneo è il tonfo sordo delle barche attraccate al porto, la corda annodata, la rete che raccoglie il pescato. Terra dove passò la storia degli uomini.

Odi et Amo

Odio : le giornate stressanti
Amo : la scrittura, le giornate di pioggia, il nero d'Avola, le lasagne, il mare calmo, un libro in edizione Meridiani, i pomeriggi e le sere di primavera (anche se ho l'allergia in quel periodo), caffé forte ristretto, i quadri di Van Gogh, insomma parecchie cose
La mia musica : F. Battiato, J. Camisasca, Elisa, Milladoiro; classica, opera, poi vedi categorie in costruzione
I miei libri : readings in progresss, see below

Reflections

Ancora qualche cosa c'è che resiste in questo mondo che cambia continuamente volto.
Una nota musicale che per esempio cade in fondo alla propria memoria e risveglia l'intelletto e la sensinilità, come una goccia che cadendo provoca l'amplificazione dei cerchi acquatici.

Tesi di Laurea

"Per il glossario del Tristran di Béroul"

Analyse philologique de l'ancien français dans la version du manuscrit de Tristran composée par Béroul

Interessi di ricerca

Linguistica generale; Linguistica e Filologia romanza; Traduzione; Letterature comparate; Teorie della testualità.

Critic or Artist?

Il confine tra critico e artista è talvolta molto sottile, a tal punto che è facile rilevare 'in controluce' una corrispondenza dei ruoli. Quanto è critico il critico e quanto è artista l'artista? Volendo, quanto è artista il critico e quanto è critico l'artista? Una risposta si trova nel saggio di O. Wilde che ha ispirato successivamente J. Joyce, "The critic as artist", un saggio che propende fra i due confini che da sempre si sovrappongono vicendevolmente.

Traduzioni

(Non ancora pubblicate in quanto realizzate a scopo di ricerca personale)

1. René GIRARD, ‘A propos du film de Mel Gibson, La passion du Christ’ (it. 'La Passione secondo Mel Gibson; in lingua inglese sul sito americano Antropoetica);
2. Mircea ELIADE ‘Structure et fonctions du mythe’ pubblicato su Civiltà delle Macchine 4/6, 1979, pag. 46–48 (traduzione dal francese di Davide Zizza, in it. 'Strutture e funzioni del Mito)

Musica Medievale

La musica medievale e rinascimentale è nota per delle particolarità davvero interessanti; è in primis una musica che riflette la sua epoca storica in modo più completo delle altre espressioni musicali più moderne. Questo genere di musica inoltre ospita nel suo vasto repertorio tutta la testualità antica dei più importanti manoscritti dei Paesi romanzi come la Spagna, il Portogallo, la Francia, l'Italia latina e volgare. Ha la caratteristica di essere eseguita con la strumentazione antica dell'epoca - di qui il motivo perchè riflette il suo periodo storico. Melodia, lirismo e peinture espressiva sui generis; la musica medievale trae ispirazione da se stessa, dal suo dinamismo poetico e concettuale. Oltre ciò, tollera molto, nel senso che ha assorbito in sè le altre culture antiche quali quella araba, ebraica (vedi la Spagna di Isabella di Castiglia) letterarie e tradizionali.

Il migliore direttore d'orchestra catalano (à mon avis): Jordi SAVALL
La migliore cantante lirica spagnola (sempre à mon avis): Montserrat FIGUERAS
Il miglior Ensemble Musicale: ESPERION XXI

La mia virtual library

Textos Antiguos

Llibre Vermell de Montserrat
Le Cantigas de Santa Maria

Musica Classica

L'assoluto in ambito di musica classica di scuola russa è senz'altro il caro Sergej RACHMANINOV. L'opera n° 30 in D minor è a dir poco poetica perché crea di se stessa un mito della nota contrapposta al silenzio.

Partecipo A

Letture in progress


La Bibbia (lettura in corso perenne)
Mircea Eliade - Il Sacro e il profano
Mircea Eliade - I riti del costruire
Sandòr Marai - Le Braci
Walter Burkert - La creazione del sacro
René Girard - La violenza e il sacro/ Il capro espiatorio
Borges - L'Aleph
Borges - L'Artefice
Lars Gyllensten - Sette saggi maestri sull'amore
Hermann Hesse - Siddharta
H. Hesse - Pellegrinaggio in Oriente
Elemire Zolla - Archetipi
Elemire Zolla - La filosofia perenne
Otto Walter - Gli dèi della Grecia
Inni Orfici (a cura di G. Faggin)
Le lamine d'oro orfiche a cura di G.P. Carratelli

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Ipse dixit


"In silenzio soffro i danni del tempo.
Le aquile non volano a stormi.
Vivo è il rimpianto della via smarrita,
nell'incerto cammino del ritorno"
(Franco Battiato)


Due sono le cose che resteranno immutate nel tempo: i sentieri dei fiumi e i dolci imperscrutabili sentieri dell'amore
(Proverbio giapponese)


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"Respect is at the very heart of the human relationships"

~ Davide Zizza ~


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sabato, 04 luglio 2009

Riflessione in francese

Le Moi qui m'interesse, c'est une chose très importante. 'Moi', c'est comme dire, une tentative d'être 'toi', une tentation de toi. C'est pour ça que je pense di te rejoindre avec les mots. Mes paroles. Paroles qui me disent qu'il n'y a pas d'essence s'il n'ya pas de presence de ta figure. Je veus être 'l'Autre' qui est le contraire de ma pensée, et le contraire est le dernier miroir de ma tentative d'existence.

 

                                                                                             Davide Zizza

essais et écritures de dzizza a luglio 04, 2009 13:58 | link | commenti Scripta |
essenza

martedì, 16 giugno 2009

 

Il passato è fruttuoso non quando serve a nutrire il risentimento o il trionfalismo ma quando il suo gusto amaro ci porta a trasformarci (Tzvetan Todorov)

(dedicata a E.S.)

 

essais et écritures de dzizza a giugno 16, 2009 23:54 | link | commenti Scripta |
memoria, passato, tzvetan todorov

venerdì, 12 giugno 2009

 

Solitudine è tutto ciò che resta di questi giorni senza voce

 

(DZ)

essais et écritures de dzizza a giugno 12, 2009 22:03 | link | commenti Scripta |
solitudine

venerdì, 05 giugno 2009



"Sento l'eco del cuore che ripete [Ti Amo] e cerca il tuo volto" (DZ)

(I Tazenda e Andra Parodi)

essais et écritures de dzizza a giugno 05, 2009 08:17 | link | commenti (2) Scripta |
musica, amore, speranza, tazenda, sud interiore

venerdì, 29 maggio 2009

L'Amore e il Testo

"Odi et amo". Quante volte, con entusiasmante gioventù abbiamo incontrato questo distico! E come lo sapevi tradurre bene quando ti innamoravi. Certo, oggi i ragazzi preferiranno Moccia (che personalmente non gradisco), ma per ogni gioventù c'è un tipo di poesia e di prosa che si ama e si copia sui diari e che ci rappresenta nella nostra età adolescenziale. Eppure, per quanto possa sembrare giovanile Catullo, la realtà dei fatti è complessivamente controversa. Perché l'amore di per sé è controverso, strano. Gino Paoli canta "Se non so mare come si deve amare, come un bambino, come un cretino.." In effetti amare è forse qualcosa che possono sapere solo i bambini che amano disinteressatamente o i 'cretini'. Dicevamo, l'amore è quindi controverso perché Lesbia ama Catullo a giorni alterni - perché probabilmente ne ama un altro, probabilmente Marziale - e Gino Paoli ama con una forza romantica e tipicamente poetica ("Averti addosso, sì, come una camicia...") che può non essere sempre esclusiva. Non parlerò d'amore perché parlandone è come se non se ne sapesse abbastanza: dirò solo che la controversia d'amore è di capire se l'Altro che desideri è davvero ciò che il fondo del cuore di suggerisce. Perché di fatti, desiderare una persona è facile, perché ti può attirare, può intrigare, ma mi ricorda una canzone di Bocelli "se il cuore ti dice che è lei...lei sarà la tua strada."

Allora il significato di "Odi et amo" può ritrovarsi insito nella traduzione che ne facciamo se in falsariga leggiamo "ma sento che ciò accade, e mi tortura" come un qualcosa di esclusivo oppure è un senso di vaghezza che si scontra con la canzone di Bocelli, la cui esclusività nell'amare è ancora più incisiva? Cioè Catullo può piacere perché i ragazzi amano rivedersi nella situazione di Catullo o perché trasmette un senso tutto personale dell'amore come controverso ma comunque esclusivo? Siccome non ho fatto sondaggio fra alunni e mi sono occupato anche dell'estetica della ricezione di un testo, mi sento di dire che a livello di lettura di un testo come quello di Catullo accade uno scambio osmotico fra il punto di vista dell'esperienza "letteraria" (il testo trasmesso nel tempo) dell'autore e il punto di vista l'esperienza umana del lettore. Cioè autore e lettore (nonostante la distanza temporale) si incontrano e parlano di un tema precipuo, di cui certo non troveremo il famoso feedback perlocutorio (Cesare Segre docet), ma troveremo il punto dove la sovrapposizione delle lezioni - lezione da intendere come modi di lettura, come si fa in filologia - aiuta ad avvicinare due mondi divisi dallo specchio delle parole, e quindi scrittura e lettura si incontreranno nella parola scritta: specchio di due mondi in perenne scambio umano e culturale.

Perché scrivo questo oggi? Che domanda: oggi cominciando a rileggere un libro davvero bello che mi è stato consigliato questo inverno - Firmino di Sam Savage - mi è venuto in mente che alle superiori mi ero avvicinato a Catullo per amore. Per amore non suo ovviamente...

essais et écritures de dzizza a maggio 29, 2009 12:48 | link | commenti Scripta |
amore, scrittura, lettura, ermeneutica, textus, arte della scrittura, scripturae

domenica, 24 maggio 2009

(Vorrei dirle...)
 
Frammento di una lettera macchiata di caffé ritrovata in un libro ad una fiera di Firenze, di un poeta tardo-contemporaneo a un suo amico, parlando dell'amata
(secolo XXI)
 
“Vorrei dirle, credimi, che la persona che vede non è una comparsa o una maschera greca che sfalsa doppiamente la verità. Le parlerei tenendole la mano e raccontandole quanto sono state aride alcune estati senza sapere che mi mancasse, davvero. Se solo me ne desse l'opportunità, le direi che non so leggere il latino, e il greco è solo una qualche parola di cui disconosco gli accenti. Una volta in Sicilia, mia seconda madre perché me ne innamorai quando vinsi un concorso per i neo-tragici, io non avevo altra solitudine se non le albe tutte uguali e ai tramonti cosparsi di profumi facevo memoria di quanto cercavo. Se avessi un registratore dei profumi, le farei ascoltare cosa avvertivo alle mie nari: una volta il pane era caldo come il sole, il vino era saturo di un bacio fruttato, la sera era imbrunire sotto le ali di un vento lieve, odoroso di erba.
Credimi che se potessi, le direi che le voglio bene, con tutte le regole della lingua italiana: che se potessi, le direi che la voglia di vederla supera il dolore fisico di quando una volta il suo sguardo mi estirpò il cuore; di fatti vivo per miracolo con una cicatrice sul petto che è lo sguardo dei suoi stessi occhi.”
Risposta dell’amico (nello stesso manoscritto, qualche pagina più in là):
 
“Tu non vuoi che io ti creda, perché già sai che ti credo. Se dici credimi, amico, non lo stai dicendo a me: lo stai dicendo a lei e sai che, non riuscendoci, soffri.
Fai così: poiché la sua lontananza ti tiene segregato nei sotterranei del tuo pensiero, prova ad apparirle nei sogni, e dille quanto il cuore ti suggerisce.
Il cuore non sbaglia, anche se è tachicardico.”

essais et écritures de dzizza a maggio 24, 2009 22:34 | link | commenti Scripta |
samizdat, mare interiore, prosa narrativa

martedì, 19 maggio 2009

Era un venerdì di 15 anni fa - una sera, forse una frescura di aprile sfumata di rosa e di turchese, di pensieri fitti come capelli neri, sentimenti forti come il caffé; un incontro è sempre un incontro quando due occhi guardano due occhi, ma se gli occhi di prima distolgono lo sguardo, si abbandona l'incontro. Vedete, ogni giorno ciascuna persona ha la sua storia da vivere, sguardi che si incontrano: ogni respiro è un respiro asincrono, un fiato d'amore insomma.
No, non è una storia mia, ma una storia che riflette un tempo, una riflessione, un sentore scandito dalle parole di un sonetto dal ritmo cileno, dal cuore andaluso...
La storia poi si ripete, ma con la variante di due occhi che osservano un momento diverso, un nuovo incontro. Prima era Neruda, poi fu Sanguineti.


Di pena in pena attraversa le sue isole l'amore
e stabilisce radici che poi irriga il pianto,
e nessuno può, nessuno può evadere i passi
del cuore che corre silenzioso e carnivoro.


Così tu e io cerchiamo un buco, altro pianeta
dove il sale non toccherà la tua chioma,
dove non cresceran dolori per mia colpa,
dove vivrà senz'agonia il pane.


Un pianeta intricato per distanza e fogliame,
un ermo, una pietra crudele e disabitata,
fare con le nostre mani un nido duro,

volevamo, senza danno, ferita né parola,
non fu così l'amore, ma una città pazza
dove la gente impallidisce ai balconi.

Pablo Neruda, Sonetto LXXI (da Cento Sonetti d'Amore)


*************************


1.

sessanta lune:
i petali di haiku
nella tua bocca:

 

2.

l’acquario acceso
distribuisce le rane
tra le cisterne:

 

3.

è il primo vino:
calda schiuma che assaggio
sulla tua lingua:

 

4.

pagina bianca
come i tuoi minipiedi
di neve nuova.


Edoardo Sanguineti (Haiku sui Misteri di Tokio)

 

essais et écritures de dzizza a maggio 19, 2009 23:11 | link | commenti Scripta |
poesia, amore, poetry, scrittura, pablo neruda, amour, amor, edoardo sanguineti

domenica, 10 maggio 2009

 

Parlando di poesia...(Pascoli,  da i Canti di Castelvecchio, L'ora di Barga)

Al mio cantuccio, donde non sento
se non le reste brusir del grano,
il suon dell'ore viene col vento
dal non veduto borgo montano:
suono che uguale, che blando cade,
come una voce che persuade.

Tu dici, E` l'ora; tu dici, E` tardi,
voce che cadi blanda dal cielo.
Ma un poco ancora lascia che guardi
l'albero, il ragno, l'ape, lo stelo,
cose ch'han molti secoli o un anno
o un'ora, e quelle nubi che vanno.

Lasciami immoto qui rimanere
fra tanto moto d'ale e di fronde;
e udire il gallo che da un podere
chiama, e da un altro l'altro risponde,
e, quando altrove l'anima è fissa,
gli strilli d'una cincia che rissa.

E suona ancora l'ora, e mi manda
prima un suo grido di meraviglia
tinnulo, e quindi con la sua blanda
voce di prima parla e consiglia,
e grave grave grave m'incuora:
mi dice, E` tardi; mi dice, E` l'ora.

Tu vuoi che pensi dunque al ritorno,
voce che cadi blanda dal cielo!
Ma bello è questo poco di giorno
che mi traluce come da un velo!
Lo so ch'è l'ora, lo so ch'è tardi;
ma un poco ancora lascia che guardi.

Lascia che guardi dentro il mio cuore,
lascia ch'io viva del mio passato;
se c'è sul bronco sempre quel fiore,
s'io trovi un bacio che non ho dato!
Nel mio cantuccio d'ombra romita
lascia ch'io pianga su la mia vita!

E suona ancora l'ora, e mi squilla
due volte un grido quasi di cruccio,
e poi, tornata blanda e tranquilla,
mi persuade nel mio cantuccio:
è tardi! è l'ora! Sì, ritorniamo
dove son quelli ch'amano ed amo.

essais et écritures de dzizza a maggio 10, 2009 22:55 | link | commenti Scripta |
poesia, poetry

giovedì, 16 aprile 2009

 

Leggendo L'Etica di Spinoza

L'Amore è una Letizia accompagnata dall'idea di una causa esterna: quindi il Solletico, che è accompagnato dall'idea di una causa esterna, è un Amore; e perciò l'Amore può avere un eccesso. [...]

Perciò come affetto può superare le altre azioni dell'uomo.

[forte no? detto da un filosofo]

essais et écritures de dzizza a aprile 16, 2009 19:37 | link | commenti Scripta |
filosofia, spinoza

domenica, 12 aprile 2009

 

[...] perché Tu possa risorgere ogni giorno in chi spera la Tua Speranza.

 

essais et écritures de dzizza a aprile 12, 2009 10:12 | link | commenti Scripta |
pasqua passech

lunedì, 23 febbraio 2009

Poiché molti dei miei amici sanno che ho un'idolatria per Battiato, poiché oggi non ho nulla da dire e poiché sto scrivendo molto poco in questo periodo, al posto di un racconto saggistico vi propongo questo meraviglioso video che è l'uscita pubblica in territorio francese di Fleurs 2: Tutto l'Universo Obbedisce all'Amore, che non tradisce le aspettative di sensibilità, sentimento e intelletto; sì perché il ritornello è tratto da una poesia di Jean De La Fontaine, Tout l'univers obéit à l'Amour. Buon ascolto :-).

essais et écritures de dzizza a febbraio 23, 2009 13:28 | link | commenti (2) Scripta |
musica, amore, battiato, amour

domenica, 25 gennaio 2009

Interpretazione in poesia dell'Alba Medievale (genere poetico)

 

“Mio bel compagno, amante notturno, dormi o vegli
ancora?”
 
“No, più non dormo, amica mia.Ascolto la tua recita del mattino.”
 
“Vedi la stella che accompagna il giorno?”
 
“Laggiù, la stella ad oriente che porta l’alba,
ecco che ci divide. L’ho ben riconosciuta.”
 
“Mio bel compagno, più non dormi?”
 
“Più non dormo; ascolto la tua voce.”
 
“Dopo la notte, l’alba d’oriente ci divide.”
 
 
                                                           "Ora giungerà l’alba; la separazione"
 
 
                                                                  La separazione
                                                                      Davide Zizza
                                                                        08 luglio 06

essais et écritures de dzizza a gennaio 25, 2009 18:49 | link | commenti Scripta |
poesia, poetry, generi letterari del medioevo

mercoledì, 31 dicembre 2008

Coltivate desideri, coltivate sogni, coltivate voglia di salute (oltre che augurarsela bisogna volerla per se stessi!), coltivate gioia di vivere nonostante tutto; e quando vi arabbierete, fate in modo che poi passi perché se la rabbia scoppia per un momento non importa, anche Dio conosce questo sentimento; e quando sarete tristi possiate piangere per riscoprire la gioia di esistere perché anche se a voi non sembra ognuno di noi è importante (l'ho scoperto anche io, figuratevi!); e quando avrete fame o sete di qualcosa (anche in senso metaforico) che è buono per la vostra anima, coltivate altra fame e altra sete per capire che c'è gusto nelle cose.

Odorate un libro di pagine impastate di carta e di inchiostro perché dentro c'è la vita di qualcuno interessante da conoscere, gustate la sensibilità del tocco di una persona che vi fa sentire mille sensazioni perché il tempo è fugace più del gusto ma catturando il gusto non ne perderete mai il tempo, coltivate i vostri momenti come un giardino con varie specialità di fiori e anche quando un fiore non crescerà bene, non importa, nella vita ci sono più momenti che fiori!

Leggete per migliorare, per costruire una vostra memoria, sudate per capire la salinità del vostro sacrificio, bevete con calma per assaporare ogni goccia che sta scivolando dentro voi, masticate senza fretta perché il palato deve sentire i profumi del cibo, correte senza strafare perché la corsa ha le proprie tappe, dormite con il desiderio di sognare. Fate ogni gesto come se fosse una novità che vi dia pace. In una parola: se potete, amate!

Auguri di un sereno Anno Nuovo, nella gioia del tempo. Mazal Tov

Davide Zizza

essais et écritures de dzizza a dicembre 31, 2008 21:15 | link | commenti (3) Scripta |
speranza, auguri, serenità, mazal tov

mercoledì, 24 dicembre 2008

Oggi vorrei andare contro la tendenza di poter fare i soliti auguri. Gli auguri si danno solo se ci credi davvero. Per me, non so se adesso ci sto credendo, ma credo necessario sfidare il tempo di oggi, di una ragione un pò troppo illuminista e un pò troppo imperante.
Insomma: è Natale per chi ritrova davvero il senso del Natale, lo sappiamo tutti. E anche se qualcuno non lo sa, lo sappiamo noi per gli altri che non ci pensano.
"Natale è... " si sente dire spesso. Il Natale è ciò che non dovrebbe essere, vi dico, cari amici e bloggers. Il Natale non è dove c'è l'incapacità di ritrovare in qualche cassetto la gioia di ciò che comunque siamo stati e ancora siamo, il Natale non è dove ancora c'è la divisione, il Natale non è dove si convive ancora con la tristezza. Ma allora, direbbe qualcuno, allora non esiste il Natale! No, il Natale è se ci credi, anche se per un attimo. Natale possiede un sinonimo, ed è la parola Speranza, quella che dovrebbe giustificare tutto ciò che non è.
La Speranza ridona il senso delle cose alle cose, anche quando queste sono sbagliate. Perché una vita senza Speranza, non ha senso. E se ancora da qualche parte del mondo la Speranza stenta ad arrivare è perché non si crede che il giorno nasca ancora per tutti.
Ma finché The Sun Also Rises, c'è ancora una piccola festa della Speranza. Ed è questa, in cui ogni miseria, se c'è volontà di sperare, diventa ricchezza.

Ora posso augurarvi un Buon Natale a tutti, nella Speranza di una nuova Gioia.

essais et écritures de dzizza a dicembre 24, 2008 21:18 | link | commenti (1) Scripta |
speranza, natale

martedì, 11 novembre 2008

Avevo accennato nelle precedenti occasioni al fatto di fare silenzio dentro e intorno a se stessi.
Ho pensato per un attimo che ho scritto a tratti di questa cosa. Di certo è una necessità che indica un'esigenza mancata, non realizzata per un momento della propria vita.
Ma perché silenzio? Forse perché a parlare non si risolve nulla? La parola scritta riesce ma a distanza di tempo. Le parole dette sono soggette ad equivoci. Allora il silenzio può essere l'unica alternativa. Trovo un legame interessante con quello che dice Derrida nel suo saggio La scrittura e la differenza quando parla di silenzio, archeologia del silenzio in contrapposizione all'istituzione della lingua che relega al silenzio il contrario di un'istituzione (come la follia). Fose qualcuno direbbe che sono pazzo. No, è solo che un senso di solitudine si innesta e cresce come una radice nel proprio interno e quando non c'è realizzazione di un desiderio, il silenzio sembra l'unica alternativa a tanti utili rumori ma che nessuno sa distinguere o non vuole distinguere. Rumori della parola che comunica un senso di una realtà.

Perché allora il silenzio? Il silenzio è un parlare a se stessi perché le parole a volte ripetono un universo che sempre è. Insomma, come diciamo spesso, l'alternativa ad un'altro linguaggio noto.

Ma mi domando: il silenzio è dei deboli o dei saggi? Il silenzio è di chi non ha coraggio o ha il coraggio di non dire una parola che non è necessaria? Il silenzio ha un peso come la parola? O diverso dalla parola? Il silenzio è pensiero o poesia e se l'uno o l'altra, di che tipo?

Lascio su carta virtuale queste domande prima  di darmi delle risposte.

Anche se ogni risposta non tarda mai a farsi la giusta domanda.

 

Davide Zizza

essais et écritures de dzizza a novembre 11, 2008 22:05 | link | commenti (1) Scripta |
in silence

venerdì, 24 ottobre 2008

Silenzio è tutto ciò che rimane di un rumore
interno - quando scade il tempo e la batteria
biologica ti ricorda che hai perso
qualche treno, allora senti che devi
       spegnerti un poco

- per capire chi sei e cosa sei stato;
una voce ti raggiunge dal corridoio e ne senti l'eco
che scende nell'antro dei tuoi desideri -

una musica fatta di sogni è la pioggia
dove fra le vetrine scorgi un sorriso di donna
capaci di riaccendere per un po' qualche scintilla
del tuo tempo interiore.

Il tardo pomeriggio è una seta
fatta di sogni, di increati pensieri
e di calma rabbia che attraversa la giungla.

 

Il senso di un desiderio
[22.10.2008]

Davide Zizza

Noto che è aumentato il silenzio in queste pagine. Ma non è voglia di silenzio o perlomeno non è solo questo, il tempo limitato e gli impegni aggiungono quella particella di stanchezza che mi fa desistere da stare mezzora in più del solito davanti al laptop. Sto recuperando la dimensione della lettura ed è noto che la lettura gratifica molto prima ancora della scrittura. Prima di essere scrittori o poeti bisogna essere fruitori delle scritture e delle poesie altrui. Con questo - si sarà capito - non sto facendo il canto di me stesso. Se la mia capacità di scrivere prende la stessa sicurezza creativa che prende nel leggere, questo deve confermarmelo chi legge quelacosa di mio. Per questo oggi ho postato, no! :-)

essais et écritures de dzizza a ottobre 24, 2008 22:55 | link | commenti (1) Scripta |
poesia, poetry, percezione del testo

venerdì, 19 settembre 2008

 

Settembre. Una frescura che finge timidezza. Finalmente ricomincia il tempo di riprendere tempo: sorseggiare con gli occhi nuovi giorni anche se uguali; cadere come in un sogno fra le pagine di un libro mai scritto che è la memoria. Cambiare  pelle, cambiare visione, cambiare stagione interiore.

Separazione da altro tempo, con uno sguardo a riflessioni altre.

 

Insomma... Waiting for yellow leaves to fall over my mind.

essais et écritures de dzizza a settembre 19, 2008 17:56 | link | commenti (2) Scripta |
autumn leaves, viaggio interiore, autunno-inverno, consciuosness

sabato, 23 agosto 2008

brochure fronte

particolare brochure

Si è tenuta in data 22 agosto 2008 presso il Centro Storico di Crotone la serata culturale dal titolo Il percorso dei sensi, organizzata dal Comitato Prov.le dell'AICS, Associazione Italiana Cultura e Sport, in collaborazione con la Regione Calabria e il Comune di Crotone. Un viaggio alla riscoperta dell'arte all'aria aperta dove si può respirare il senso della storia.
L'appuntamento ha riunito le varie espressioni artistiche, pittura, artigianato, musica e poesia. Quadri da vedere, oggetti da toccare, spettacolo di fuochi e poesie da ascoltare. Con un finale di un bicchiere di ottimo vino fresco nell'aria temperata della sera. Per l'occasione sono stato invitato da una cara amica quale è Marianna Barilari, dr.ssa in Sociologia e Consigliere provinciale del comitato AICS, a leggere alcuni miei versi; ho accettato con vero piacere visto che con Marianna collaboriamo in ambito
 di progetti a carattere culturale (vedi la precedente officina letteraria delle Madie). 

Dato che i sensi sono rilevanti anche nella poesia e visto che la poesia stessa è un riscoprire il valore dei sensi, ho esordito declamando in pubblico il concetto di tale riscoperta:
"Un percorso dei sensi riunisce in un'armonia universale le sensazioni concrete e intellettive che ognuno di noi può sentire e le riunisce quando tutti i sensi sono attivi nella percezione di un qualcosa nella sua unicità; cinque sensi per formare un gusto, potremmo dire. O meglio per riscoprire un'arte del gusto. L'esempio più semplice ma anche più idoneo è quando viene preparato  un dolce: vengono impastati e mescolati gli ingredienti e poi alla stessa maniera quando il dolce viene portato sulle labbra si attivano tutti i 5 sensi, il tatto, il gusto, l'olfatto, la vista e persino l'udito (per sentire la consistenza del dolce quando si spezza), tutti pronti per sentire un gusto unico. Ecco, un percorso dei sensi vuole riscoprire queste stimolazioni percettive: tutte queste espressioni artistiche sono quindi gli ingredienti ideali per far riscoprire il gusto dell'arte."

I miei versi declamati in pubblico


Avvisaglia estiva


Qui rimane solo il canto marino e un soffio che precede l'estate -
è andato via il freddo celtico e i ghiacciai del cuore si sciolgono
in un chiaro cielo e le pietre non sono frastagliate;

rimane un piccolo viaggio da qui a lì
dove la lampada solare brucia la sabbia - forse una nuova
rivelazione, prima che si vada tutti quanti in ferie:

una voce giunge in un soffio; altro orizzonte o fiamma?

La costa è salina; attende il cuore
le improvvise pulsazioni dell'anima.


Fiera di Kyoto


sole pendente
rosso tramonto
sui miei occhi

fragranza di fiori
d’India per la
via della seta

sorrisi di festa
nel leggero rumore
delle voci

voci confuse
di gente nella fiera
dell’esistenza


Dopo la notte, prima dell’alba


Il rumore liquido dell’acqua nel lavandino,
mani e volto che si lavano tranquilli
alle ore in cui l’alba è un ancora un segno
che possiede il colore d’ambra su uno sfondo
rosa, blu d’oltremare di notte svanita –
e un timido albore riflesso sui miei occhi castani
irradia luce di fuoco.

La calma completa il senso del dolore,
come l’alba completa il ciclo della notte:
incanto di notte lunare,
attraversamento.


Il feeling di Arianna
(poesia a tre tempi)


1.
Il labirinto per te non esiste: conosci bene il filo che porta
dalla notte della psiche alla luce dei pensieri.
Il tuo fare ricorda l’origine dove tutto accadde:
un verso oppure un segno che ricrea il mondo e il tuo sorriso,
terra che sa dire più di una matassa di parole –
senso di verità che sfiora orizzonti di fuoco, da vivere.


2.
Orfeo inventò la poesia, e tu
eri in realtà la sua ispirazione taciuta.
Egli snodò la trama di Morfeo non sapendo
che, scrivendo, stava già sognando
le parole: quelle che tacendo
avrebbe voluto dirti.


3.
La tua isola: un piccolo e immenso
giardino della mente che coltiva
il senso delle giovani uve.
Il tempo delle vigne è alle tue porte.


La tavoletta del tempo


Sono senza inchiostro; rifletto sulla scrittura,
penso e nella mia mente fatta di pergamena ogni lettera
occupa un posto, una dimensione;
ogni lettera è una lingua, una sfumatura,
storia di tempi:
sono uscito da me stesso nelle notti di fuoco,
cercando sensazioni dell’essere
ma non ho ancora inciso tavolette
di nuove grammatiche;
ho solo dei percorsi, mappe interiori

tracciati in segni - dimensioni
dell’essere sul filo delle esperienze.

essais et écritures de dzizza a agosto 23, 2008 17:33 | link | commenti (2) Scripta |
poesia, poetry, aics, declamazione pubblica

domenica, 27 luglio 2008

Oltre la finestra, un mediterraneo di voci e di corpi marini
immersi nel rumore occidentale della spiaggia.
Qui da questa mia torre, dove giunge solo il brusio, l'ascolto medievale
è la mia compagnia per oggi, il mio
mediterraneo musicale.


In un giorno di ferie (dopo il sapore del mare)
27 luglio 2008

Davide Zizza

essais et écritures de dzizza a luglio 27, 2008 08:31 | link | commenti (4) Scripta |
mediterraneo, musica medievale, musica dellantica europa

venerdì, 11 luglio 2008

Sabato 12 luglio ore 21.30, Villa Comunale, Crotone
(organizzazione: A.C. Le Madie con il sostegno dell’Assessorato ai Beni Culturali, sotto il patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali)
 
 
Reading di poesia
 
 
Letture e suggestioni nell’atmosfera velata dell’estate
Fra i partecipanti Davide Zizza declamerà alcuni suoi versi
 
 

essais et écritures de dzizza a luglio 11, 2008 16:34 | link | commenti (2) Scripta |
poesia, poetry